mercoledì 8 aprile 2015

Dalle Alpi alle piramidi (quasi)

Questa ricetta è un inno alle bontà d'Italia! Nata, come molte delle mie preparazioni, miscelando gli ingredienti disponibili in frigo e dispensa, è scandalosamente facile da preparare, gustosissima e fa davvero viaggiare le papille gustative dalle Alpi alle piramidi (quasi).
I souvenir che porto a casa più volentieri dalle mie scorribande sono senza dubbio i prodotti tipici e anche chi mi vuole bene capita che mi doni squisitezze di questo o quel territorio; ecco come si spiega la permanenza simultanea nella mia cucina di speck IGP dell'Alto Adige e di friarelli e cacioricotta salentino della Puglia.
Cominciamo a chiarire cosa sono i friarelli, perchè - come spesso accade con le diciture dialettali - basta poco a fare la differenza; in Campania, ad esempio, basta la presenza o l'assenza di una "i" e tutto cambia: "friarielli", con la "i", sono le infiorescenze appena sviluppate delle cime di rapa, che vengono utilizzate per la celeberrima preparazione dei friarielli e salsiccia; i miei, invece, i "friarelli" senza "i", sono piccoli peperoni verdi, stretti e lunghi circa 5 centimetri, dolci e squisiti che, come suggerisce il nome, ben si prestano ad essere fritti.
Lo speck, che in lingua tedesca significa "lardo", poco o nulla ha a che fare con il lardo italiano più celebre, che è quello di Colonnata, se non il fatto di essere ricavato da un suino: si tratta, infatti, di un prosciutto crudo completamente disossato e lievemente affumicato, specialità della salumeria sud-tirolese la cui presenza è attestata già dal 1200 in diversi registri contabili di nobili locali.
Il cacioricotta salentino, infine, è un formaggio ricavato da latte di pecore e capre che può essere gustato sia fresco che stagionato, sia come prodotto da tavola che da grattugia, e che viene preparato utilizzando tecniche di lavorazione miste tra quelle del formaggio e quelle della ricotta.
Veniamo adesso alla ricetta vera e propria: si lavano e si puliscono i friarelli, tagliandoli a piccoli pezzi e mettendoli in padella con una lacrima d'olio evo; si aggiunge lo speck, tagliato a cubetti; si accende il fuoco lasciando che il grasso dello speck e l'olio facciano il loro dovere, cuocendo a puntino peperoni e speck. Si impiatta e si termina la preparazione con una grattugiata di cacioricotta.
Poi ci si siede a tavola e si ringrazia il cielo per tutte le squisitezze che l'Italia ci offre.

6 commenti:

  1. no, vabbè... non vale... dove li trovo i friarelli ora??? per non parlare del cacioricotta che qui manco sanno cos'è!
    ci credo che sia venuto stra buono!

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    1. Vale, ma come?! Qui si trovano ancora al mercato... Non posso credere che da te siano già scomparsi! E per quanto riguarda il cacioricotta... beh, puoi sostituirlo con un buon formaggio tipico delle tue parti!

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    2. Vivi intendevo che ora non sono di stagione! :oP ci sono eccome! questa estate provvedo! e mi faccio pure mandare una stupenda ricotta salata sarda da un mio amico, che di sicuro ci sta meravigliosamente!
      baci!

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    3. Ha! Ha! Ma certo Vale, in estate saranno squisiti e con quella ricotta salata sarda... mmmh, mi viene l'acquolina!
      P.S. Hai più notizie di Miciapallina?

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    4. La Micia tra una "botta" e l'altra continua a restare in piedi... dire che sta vivendo un periodo difficile è un eufemismo, vista il protrarsi di questo periodo, ma lei non si arrende. La trovi su FB con il suo nome e cognome, ormai è solo lì, al blog non riesce a stare dietro. Ogni tanto ci sentiamo al telefono ed è sempre una persona speciale.

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    5. Grazie per le notizie, Vale cara. Non sono su FB e quindi non ho modo di rintracciare Micia, che mi manca molto e alla quale penso spesso con affetto. Se ti capita di sentirla, per favore mandale un grande abbraccio da parte mia e, magari, ricordale il mio indirizzo mail privato: avrei enorme piacere di ristabilire i contatti. Grazie ancora, un abbraccio!

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