mercoledì 26 maggio 2010

Erica

Lo so che non leggerai queste righe. Sarai passata sì e no una mezza dozzina di volte dal mio blog, hai sempre preferito le mail. Quindi lo so che non leggerai queste righe. E allora ci si potrebbe anche domandare perchè caspita le stia scrivendo. Forse per me, per poterle ritrovare tra qualche anno, semplicemente digitando il tuo nome.
Quel nome che è lo stesso di una pianta, una di quelle sempreverdi, che nemmeno l'inverno riesce a rendere più brutta e scarna.
Quel nome che mi ha accompagnata per gran parte della mia vita: amichette che facevano il bagno insieme e giocavano sulla spiaggia delle vacanze al mare, amiche di penna durante l'adolescenza, amiche via web nel mondo del lavoro. E mentre c'è chi cena a New York e pranza il giorno dopo a Pechino come nulla fosse, noi faticavamo a vederci e la distanza tra Como e Reggio Emilia sembrava così tanta, perse nelle nostre vite. Ma ti ricordi quando eri venuta coi tuoi genitori a trovarci in montagna? E la visita a Villa Olmo? E quando eravamo venuti noi a trovarvi, che mangiata pazzesca con tutti quei manicaretti emiliani! Poi, certo, il regalo più bello: la presenza tua e di Gianni al mio matrimonio! Che gioia averti lì, quel giorno!
Dopo, il solito giro di mail. Come sempre.
Fino a oggi. Fino a quando il nostro giro di mail si è interrotto. Con tua mamma che mi comunica che non ci sei più.
Ma allora com'è che io son qui che ti scrivo ancora? Com'è che ti sento amica esattamente come prima, come sempre in tutti questi anni? Forse perchè tu ci sei eccome. E adesso non abbiamo nemmeno più bisogno delle mail per sentirci vicine.
Ti saluto come sempre, con un abbraccio. Grande.

Viviana
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