sabato 27 maggio 2017

Ci sono ancora e... aggiornamenti!

Ok, confesso: aggiornare il blog non rientra nelle mie priorità, in questo periodo.
Scusate per il prolungato abbandono.
Comunque sono molto, molto fiera dei miei piccoli allievi: Gaetano, miglior allievo per il settore "Mente"; Sofia, miglior allieva per il settore "Corpo" e tutti, ma proprio tutti i miei piccoli "Guerrieri Dragone" che hanno superato gli esami di T'ienshu per l'anno scolastico 2016/2017.
Bravissimi!
Ci vediamo martedì per la prossima lezione!

martedì 25 aprile 2017

Maratona Star Wars: due giorni da regina dei nerd!

Un paio di giorni di vacanza a nostra disposizione, cielo grigio e basse temperature. Che fare? Semplice: liberiamo il nerd che è in noi!

E' così che è scattata l'ora x della "Maratona Star Wars": io, lui, il divano e, sporadicamente, pure il gatto davanti allo schermo a guardare quasi ininterrottamente l'intera saga di Guerre Stellari. Con pause per soddisfare gli insopprimibili bisogni fisiologici e poco altro, come potete ben immaginare: si tratta di una trilogia di film originali, una trilogia di prequel, uno spin-off ed un sequel, per un totale di otto film, ciascuno dei quali della durata di un paio d'ore.

Una visione in ordine logico - non cronologico di realizzazione e di uscita nelle sale cinematografiche - iniziata da quando, in una galassia lontana lontana, il giovane padawan Obi Wan Kenobi si assume il compito, affidatogli dal proprio maestro Jedi, di proteggere ed addestrare il piccolo Anakin Skywalker, sino alla caduta dell'Impero ed oltre ancora, fino alla (deludentissima) comparsa di Kylo Ren, aspirante signore del Primo Ordine ma privo di forza e della Forza di chi lo aveva preceduto.
Puxi, ambasciatore del pianeta Meow,
osserva la Principessa Leila
Una maratona che ha incluso anche la visione dello spin-off Rogue One, collocato tra "La vendetta dei Sith" e "Guerre Stellari", a parer mio di gran lunga migliore rispetto all'attuale ultimo capitolo della saga "Il risveglio della Forza". Merito anche della presenza, di indubbio spessore, di Donnie Yen, già più volte ammirato per la sua abilità in svariati film marziali (a cominciare dalla saga incentrata sulla vita del Maestro Ip Man) e, in Rogue One, monaco cieco e baluardo di una Forza che pare sul punto di soccombere al male.

Questa saga ha tutti gli ingredienti necessari per avvincere, a cominciare dalla lotta tra il bene ed il male, che in Star Wars vede schierati su fronti avversi Sith e Jedi, Impero e Ribelli.
Altra lotta da sempre al centro di miti e leggende, quella generazionale che il figlio si trova a vivere col proprio padre e che, fin dai tempi dei mitici Crono e Zeus, sfocia nel drammatico epilogo del parricidio: duemilacinquecento anni, più o meno, di dramma classico occidentale vengono qui trasposti non nello spazio sovrastante l'Olimpo greco, ma in quello siderale di una galassia lontana lontana.
E poi ci sono le storie d'amore, difficili e sofferte al punto giusto per coinvolgere gli spettatori ma non tanto sdolcinate da annoiare, ambientate tra le stelle o sulle sponde del lago più romantico di tutto l'universo (e dai, concedetemi un po' di sano campanilismo comasco!).
Le battaglie, poi, sono davvero adrenaliniche: che si tratti di inseguimenti e sparatorie tra navi spaziali o di duelli con la spada laser, non c'è scontro che non conquisti ed incolli lo spettatore alla poltrona.
Per quanto mi riguarda, infine, forse non è neppure necessario sottolineare quanto questa saga sia t'ienshuica! Yin e Yang permeano l'intera vicenda (sebbene nella saga non vengano chiamati così, ma concettualmente quello sono i due volti della Forza) e solo l'equilibrio riporterà la pace; rabbia, odio e paura conducono alla rovina; i buoni non attaccano mai per primi, ma si difendono e combattono affinché ritornino la giustizia e la pace; tutti gli esseri viventi sono tra loro connessi intimamente... e potrei scovare riferimenti e citazioni a dozzine in ogni episodio!

domenica 23 aprile 2017

Stage di T'ienshu a Saronno, impegno sociale ed equilibrio

Mai come quando scrivo di T'ienshu sono felice del nome che ho dato a questo blog. 
Perché, sì, certo, il T'ienshu insegna l'autodifesa; sì, certo, forma atleti che si cimentano in combattimenti; eppure il T'ienshu è un universo complesso, in continua evoluzione e, decisamente, è non solo botte!
Il recente incontro nazionale che si è svolto a Saronno e che ha visto la partecipazione di Maestri ed Istruttori provenienti da Puglia, Valle d'Aosta e naturalmente di noi lombardi, è stato presieduto dal Maestro Caposcuola ed ha avuto quale punto focale il T'ienshu Social, ovvero sia la vocazione sociale di questa disciplina.
Attento all'essere umano, il T'ienshu non poteva trascurare né fingere di ignorare tematiche di stringente attualità nella nostra realtà quotidiana ed ecco dunque una formazione mirata a contrastare bullismo, cyberbullismo e violenza di genere. Una formazione che, necessariamente, deve interessare innanzi tutto Maestri ed Istruttori, affinché possano a loro volta trasmettere valori e modalità di intervento ai propri allievi. 
Molto interessante e di grande attualità anche lo studio della "difesa in ambienti vari", perché ciò che studio ed applico in palestra è molto diverso da quanto mi può capitare di dover affrontare mentre mi trovo in un parcheggio, o in un locale affollato, o su un mezzo pubblico...

Dopo un sabato decisamente intenso e coinvolgente - sotto molteplici punti di vista - la domenica è stata riservata allo svago. Ed il T'ienshu ha dimostrato, ancora una volta, di essere davvero non solo botte.
Il Maestro Caposcuola, con Maestri, Istruttori e qualche allievo, si sono concessi una mattinata di puro svago e relax nella vicina Como, complice anche una giornata meravigliosa dal punto di vista meteorologico. 
Perché, come ho avuto più volte modo di sottolineare anche in questo blog, il ben-essere è questione di equilibrio
E, se da un lato è interessante, istruttivo e piacevole distruggersi reciprocamente a suon di tecniche in palestra, d'altro canto corpo e mente implorano un po' di sano svago. 
La mia città ci ha accolti con uno splendido sole, una temperatura piacevolissima e strade affollate di turisti, ma anche - mi duole molto dirlo - con il vergognoso scempio delle barricate che ancora, dopo anni e svariati appelli pubblici ad esponenti politici ed autorità nazionali, deturpano il lungo lago.
E' stato per me un piacere ed un onore accompagnare il Maestro Caposcuola ed i Maestri alla scoperta delle antiche mura, di Porta Torre, delle vie che ancora oggi ricalcano l'antico tracciato romano, del Duomo... 
Spero sinceramente che queste giornate siano state piacevoli per tutti loro quanto lo sono state per me!

domenica 16 aprile 2017

Buona Pasqua!

In passato l'avevo fatto.
Avevo scritto articoli "impegnati" sul significato profondo della Pasqua, sulla Pasqua e il diavolo, sulla Pasqua ed i diritti umani... 
Adesso, mentre "i grandi della terra" mostrano i muscoli e giocano a chi ce l'ha più grosso (l'armamento bellico), mentre dei dementi seminano morte facendosi saltare in aria, disseminando bombe o investendo pedoni inermi nei diversi angoli del mondo, non ce la faccio. 
Non ne ho voglia. 
Non ne ho più le forze.
Quindi buona Pasqua a voi. Pace in terra agli uomini di buona volontà. E che Dio - con qualunque nome lo vogliate chiamare - perdoni quest'umanità tanto disumana. 

sabato 15 aprile 2017

Occidentalis Zen

Capita spesso che chi pratica arti marziali senta il richiamo dell'Oriente, vuoi per i film, vuoi per i libri, vuoi perché, semplicemente, cerca un maggior contatto tra ciò che è e ciò che fa. 

Lo Zen, con il suo distacco dal mondo, la capacità di controllo e di autocontrollo, la possibilità di raggiungere calma e serenità, esercita un grande fascino anche in Occidente, soprattutto laddove ritmi di vita forsennati allontanano l'essere umano dalla propria... umanità. 
Ed i "messaggi pubblicitari" Zen non mancano: persino nei cartoni animati rivolti ai bambini, basti pensare al Maestro Shifu di "Kung Fu Panda" ed alla sua meditazione tesa a raggiungere la pace interiore...

Eppure oggi è evidente che anche la civiltà occidentale sia perfetta per esercitare il distacco.
L'attaccamento, l'affezione, l'amicizia vengono scoraggiati ed ostacolati da una società divenuta precaria in ogni suo aspetto, con matrimoni e rapporti di coppia pronti a sgretolarsi al primo soffio di vento avverso, figli che di colpo si ritrovano con figure genitoriali sparpagliate e riassortite, amicizie da social network, impieghi professionali a tempo determinato...
In un'esistenza permeata dalla precarietà e dall'incertezza, distaccarsi diviene pura questione di sopravvivenza: non si investe troppo di sé in chi e cosa si sa che si potrebbe perdere in un istante.
Occidentalis Zen.

lunedì 20 marzo 2017

Al lavoro!

Perché caspita latito tanto dal blog? Presto detto: perché, dopo anni di frustrante, desolante, deprimente inattività, finalmente sono riuscita ad intrufolarmi di nuovo nel mondo del lavoro.
Si tratta solo di una sostituzione maternità, ma dal primo marzo sono tornata ufficialmente ad essere una donna che lavora e, pertanto, per alcuni mesi almeno la mia presenza sul web sarà ridotta in modo drastico (anche perché, sommando le otto ore d'ufficio al paio d'ore almeno necessarie per gli spostamenti, alle due o tre ore di allenamento e lezioni quotidiane... non è che mi rimanga poi molto tempo disponibile nell'arco della giornata).
Comunque ci sono, eh! 
E farò in modo, per quanto possibile, di non essere troppo assente da queste pagine. 

domenica 19 marzo 2017

V per Vendetta

Premessa doverosa quanto necessaria per sgombrare il campo da possibili fraintendimenti: ho visto questo film senza aver mai letto il fumetto dal quale la vicenda è tratta.
Il rischio che si corre sempre, trasponendo su pellicola un'opera letteraria, è quello di non essere aderenti all'originale e credo che questo non valga soltanto per i romanzi, ma anche per i fumetti; sappiate, dunque, che, non avendo mai letto io questi specifici albi, non mi addentrerò nell'insidioso terreno del paragone.

In una Gran Bretagna alternativa, in cui il potere è accentrato nelle mani di un regime totalitario, un uomo misterioso dal volto celato da una maschera e dal passato oscuro si muove silenzioso e letale, salvo poi dare libero sfogo alla propria sete di vendetta con delle particolari quanto devastanti "percussioni", esplosioni che seguono il ritmo dettato dall'Ouverture 1812 di Cajkovskij.
Il suo viso è nascosto dietro le false fattezze di Guy Fawkes, cospiratore britannico che nel XII secolo cercò di far saltare in aria il Parlamento, ed anche il suo nome è misterioso: lui è semplicemente V.
La giovane Evey Hammond (Natalie Portman) vive a Londra e lavora per l'emittente tv locale; è consapevole, come molti, dell'enorme quantità di panzane che questo mezzo d'informazione - l'unico mezzo d'informazione - rifili ai cittadini e, come molti, per quieto vivere, finge di non sapere.
Una sera, mentre cammina per strada dopo aver infranto il coprifuoco, Evey viene salvata da V e da quel momento le vite dei due si intrecciano indissolubilmente.

Dal punto di vista marziale, "V per vendetta" è coinvolgente, con un ritmo incalzante e per lo più credibile (sebbene ceda talvolta alla tentazione dell'eccesso, ma, che diamine!, si tratta pur sempre di un fumetto!): merito di David Leitch, controfigura di Hugo Weaving per le scene d'azione.
Leitch, fin da bambino appassionato di arti marziali, che "studiava" nel garage di casa, si è poi formato presso la Dan Inosanto Academy mentre frequentava l'università e questo spiega la particolare predisposizione al JKD Kali che pare avere V, nonché la sua indiscussa abilità nell'utilizzo di spade e pugnali.

Un po' "La Bella e la Bestia", un pizzico de "Il Conte di Montecristo", una consistente quantità dal gusto di "1984", miscelando bene il tutto: "V per vendetta" potrebbe sembrare un minestrone ottenuto scopiazzando qua e là nella storia della letteratura, invece risulta essere un film originale e decisamente piacevole. A me, almeno, è piaciuto molto.
Ed un plauso va al cattivissimo Agente Smith di "Matrix", Hugo Weaving, qui sempre celato da una maschera eppure ottimo interprete, nonché al doppiatore Antonio Genna, capace di dare spessore e profondità ad un personaggio privo di volto.
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