giovedì 3 agosto 2017

T'ienshu, tra conferme e novità

Lo so, lo so: molti di voi staranno chiudendo la valigia, controllando di avere le prenotazioni per le vacanze, caricando la macchina e preparandosi a partire. Lo so.
Parlare di settembre, adesso, può sembrare stridente ed anche un pochino antipatico. 

Ma, vista la chiusura d'anno piuttosto travagliata vissuta alla palestra di Caronno Pertusella, mi pare doveroso tranquillizzare i genitori dei miei "cuccioli marziali": nonostante il cambio di gestione, i corsi di T'ienshu per bambini si terranno regolarmente presso la palestra di via Santa Margherita 504, ora sotto l'egida della Cross Training Academy.
Si comincia martedì 5 settembre, sempre dalle ore 18.30 alle 19.30: non mancate!

Confermato, dunque, il corso; confermata la presenza del Maestro Gemma e mia; confermati l'impegno, la voglia di fare e di crescere insieme, divertendoci ed imparando; confermati gli orari delle lezioni, ogni martedì e giovedì sera dalle 18.30 alle 19.30.
Nuova, invece, la gestione della palestra, che passa alla Cross Training Academy, già responsabile dei corsi di diverse discipline di arti marziali e di sistemi di autodifesa oltre che, ovviamente, di quelli di Cross Training. 

Per avere informazioni sui corsi, dunque, potete rivolgervi a loro, contattando il 3917369551, oppure, come sempre, contattare l'Accademia Marziale Saronno al 3383052798 o inviando una mail ad accademiamarzialesaronno@gmail.com

Il caso Malaussène

Ben in treno paesaggia, io leggo di lui...
Difficile.
Davvero difficile, per me, parlare del caso Malaussène senza scivolare nella nostalgia melensa e, al contempo, trattenendomi dallo spoilerare selvaggiamente.
Perché per me il buon Ben è un vecchio amico.
Io, con quel figlio di buona donna di professione capro espiatorio, ci ho passato gli anni dell'adolescenza - il primo libro prestatomi dal mio miglior amico di allora, grazie Giò! - e ci sono cresciuta, arrivando ai fatidici -anta stringendo tra le dita l'ultimo episodio (per ora) della saga familiare dei Malaussène, leggendo di un Benjamin finalmente sistemato con la sua Julie, cresciuto e maturato ma sempre lo stesso, con la consapevolezza di una casa che si svuota di voci ma non di ricordi, con nipoti e figlio cresciuti e vaganti per il mondo o, forse, soltanto seguendo ciascuno il percorso della propria vita. 

Difficile.
Davvero difficile, per me, scrivere del caso Malaussène con distacco ed oggettività.
Perché io questa famiglia la conosco. Davvero. Ho visto Benjamin battagliare con la Regina Zabo, ho assistito alle furibonde sparatorie di un titanico poliziotto che si portava appresso una neonata Verdun dagli occhi urlanti, ho seguito la sensuale Julie a caccia di scoop, ho spiato Clara e Clarence, sono sgattaiolata lungo i vicoli bui di Belleville... Ho persino grattato la testa a quel puzzone di Julius, che diamine!
Parte della causa della mia malaussènite acuta
Forse per questo, per questa mia profonda conoscenza dei Malaussène, ho sgamato chi avrebbero potuto essere i rapitori di Georges Lapietà ben prima dei pur svegli poliziotti di Parigi.
E i tre sbarbati di casa non mi hanno mica portata a spasso per il mondo, trascinandomi in chiacchierate via Skype. 
Perché Sigma, È Un Angelo e Maracuja io li ho visti nascere. Letteralmente. 
E Mara ha poco da farsi le treccine e da far finta di niente: io di quel suo segreto che non è già più soltanto un desiderio ero al corrente fin dalla comparsa di Iuc con il coniglio in casseruola. 

Allora, riassumendo: "Il Caso Malaussène" è prevedibile? Forse, nella trama, per chi, come me, è afflitto da malaussèinite in forma acuta ed inguaribile. 
Ma questo non toglie nulla al fatto che Pennac fosse, sia e rimanga un fottutissimo genio.
Chi altri saprebbe tirar fuori frasi del tipo Ascoltare i ragazzi senza scoraggiarli. In fondo adesso tocca a loro. Lasciare che si godano le loro illusioni, senza dirgli che sono le erbe aromatiche di cui è cosparso il grande abbacchio finanziario o tradurre lo stratosferico riscatto chiesto per il rapimento di Lapietà in aperitivi e cafferini per tutti gli abitanti del Sud Vercors? Ve lo dico io, bella gente: solo a quel geniaccio di Daniel Pennac.
Con menzione d'onore alla traduttrice Yasmina Melaouah, ché trasporre certe espressioni in italiano non dev'essere mica una passeggiata di salute.

Quindi, sgombrando il campo da nostalgia melensa e da velleità spoilerose, riassumendo: sì, accidenti, leggetevelo questo capitolo della saga Malaussène!
(E se vi siete persi i precedenti, correte ai ripari)

Titolo: Il caso Malaussène - Mi hanno mentito (Le case Malaussène - Ils m'ont menti)
Autore: Daniel Pennac
Traduttore: Yasmina Melaouah
Editore: Feltrinelli
Anno d'edizione: 2017

sabato 29 luglio 2017

Il diritto di contare. Donne, nere, alla conquista dei diritti umani e dello spazio

Pioniere. Come Colombo o Curie, Röntegn o Amundsen
Sul finire degli anni '50 negli Stati Uniti si respirava aria tesa. La fine della Seconda Guerra mondiale aveva portato alla nascita, di fatto, di due super potenze globali, che si spiavano l'un l'altra con sospetto da una parte all'altra della cortina di ferro e che rivaleggiavano nella corsa agli armamenti e nella conquista dello spazio.

Se tralasciamo gli abiti favolosi (che indosserei ben volentieri anche oggi, scarpe incluse), non era un periodo facile neppure per le donne, che smettevano i panni di reginetta del focolare, rifiutavano il ruolo di figlia prima e di moglie e madre poi e, lottando e sgomitando, cercavano di farsi strada in un mondo del lavoro ancora tutto declinato al maschile.
E se la situazione non era facile per le donne in genere, immaginate come poteva esserlo per le donne di colore in uno Stato del Sud come la Virginia.
Eppure è proprio in questi anni a cavallo tra il 1950 ed il 1960 che tre donne intelligenti, coraggiose e testarde cambiano la Storia, dando un nuovo corso a quella che era la realtà delle donne, delle persone di colore e dell'esplorazione spaziale.

Mary Jackson in una foto d'epoca
Basato su una storia vera, "Il diritto di contare" racconta la vicenda, le lotte e le vittorie di Katherine Johnson (interpretata da Taraji P. Henson), la matematica affascinata dai numeri, di Dorothy Vaughan (Octavia Spencer), responsabile ufficiosa del gruppo di calcolo di donne afroamericane, e di Mary Jackson (Janelle Monae), combattiva signora col pallino per l'ingegneria. 
Queste tre donne, amiche e colleghe al centro di ricerca NASA di Langley, contribuirono in modo significativo al successo della missione di John Glenn, primo astronauta ad orbitare intorno alla Terra, e, di conseguenza, i loro nomi vengono oggi giustamente annoverati tra quelli che hanno contribuito a portare l'uomo nello spazio. 
Pioniere, loro, dei diritti civili delle donne e delle persone di colore così come pionieri sono stati gli uomini e le donne che si sono spinti oltre, nelle esplorazioni geografiche o nella ricerca scientifica, nelle missioni spaziali o nella medicina. Katherine Johnson contribuì, coi suoi calcoli, al felice rientro in atmosfera del comandante John Glenn, Dorothy Vaughan divenne la prima manager afroamericana della NASA e Mary Jackson fu la prima donna ingegnere di colore alla NASA.
Pioniere, donne e combattenti, lasciarono pietre miliari lungo il cammino dell'umanità verso un mondo davvero equo e contribuirono a portare diritti ed uguaglianza oltre i confini, ormai divenuti piccini, del pianeta Terra. 

Il film, con tre candidature all'Oscar, vanta un cast che annovera, oltre alle protagoniste, Kevin Costner nei panni di Al Harris - il capo non esistito nella realtà, mera invenzione cinematografica  - Kirsten Dunst, alias Vivian Mitchell - lei pure inventata, incarnazione di una serie di atteggiamenti razzisti eppure ritenuti normali in quei giorni, in quei luoghi - e Jim Parsons che veste i panni di Paul Stafford, stronzetto, saputello e misogino scienziato che fa ripensare al dottor Sheldon Cooper che gli ha dato notorietà. "Il diritto di contare" racconta una storia dura e vera senza scadere nella retorica e senza affogare nella melassa. Da vedere. 

Per approfondire:
- Katherine Johnson - NASA (in inglese)
- Dorothy Vaughan - NASA (in inglese)
- Mary Jackson - NASA (in inglese) 
- John Glenn - NASA (in inglese) 

mercoledì 26 luglio 2017

Come il sale del mare

Estate: tempo di racconti e di amori leggeri. Come questo.
Così Lucrezia Monti presenta il suo "Come il sale del mare", un racconto breve nato e pubblicato nel corso di una settimana su Wattpad, piattaforma che consente la pubblicazione e la lettura gratuita online, e regalo estivo che questa esploratrice del romanticismo del nuovo millennio fa a tutte le sue lettrici. 
Da domenica a domenica, otto parti per raccontare la magia dell'innamoramento in una modalità nuova e molto social, che consente di interagire con il racconto, lasciando commenti e votandolo online, o chiacchierando direttamente con l'autrice.

Rimini. Una bagnina dal nome improbabile, un ragazzo dalla vita famigliare capace di originare guai ed equivoci, un amore nato sul bagnasciuga, che sa di sole e di salsedine: così la Monti introduce il proprio racconto che, come lei stessa sottolinea, non ambisce a diventare un capolavoro della letteratura mondiale, ma vuol essere soltanto un dolce passatempo nelle calde giornate estive.
Lo sapete: il Romance non è esattamente il genere letterario che prediligo. Però Lucrezia Monti ha uno stile narrativo frizzante e divertente, i personaggi (di cui non spoilero i nomi, soprattutto quello della protagonista femminile!) sono ben tratteggiati seppure nelle poche pagine della narrazione ed il racconto è dolce e leggero, proprio come preannunciato dalla sinossi. 
Nato per essere un racconto da ombrellone, "Come il sale del mare" mantiene le promesse e non delude le aspettative. 

Titolo: Come il sale del mare
Autore: Lucrezia Monti
Editore: Whattpad (sempre che editore possa essere definito...)
Anno di edizione: 2017


lunedì 17 luglio 2017

Col violoncello contro l'OMS. Per i bambini

Con un violoncello, sfida l'OMS. 
Davide contro Golia. In musica. A fin di bene.
Il nostro Davide del nuovo millennio si chiama Beat Richner, è un medico pediatra nato a Zurigo ormai 70 anni fa e molto probabilmente non avete mai sentito parlare di lui, né l'avete sentito suonare il suo violoncello. 
Eppure quest'uomo ha cambiato la storia di un'intera nazione, sta - tutt'oggi - cambiando la storia di un'intera nazione: partendo dai bambini, un uomo alla volta, sta rivoluzionando la Cambogia. Sfidando l'Organizzazione Mondiale della Sanità.
"Secondo l'OMS, la sanità di un Paese deve essere uniformata allo stato globale di quel Paese - ha spiegato il Dottor Richner in un'intervista rilasciata ai microfoni di Overland - Questo significa che un Paese povero deve avere un sistema sanitario povero, con vecchi ospedali e macchinari poveri. E' grazie a questa visione che, ad esempio, nella Repubblica Democratica del Congo si è scoperta con grave ritardo la nascente epidemia di Ebola. Personalmente trovo che questo punto di vista dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sia un misto di arroganza, ignoranza ed incompetenza: credo che, indipendentemente dal fatto che ci si trovi in Svizzera o in Cambogia, ogni vita abbia egual valore".

25 nascite in una sola notte.
Nuove vite possibili, in Cambogia
(foto da Schweizer Illustrierte)
E così il dottor violoncellista, col nome d'arte di Beatocello, ogni sabato sera si esibisce in un concerto gratuito all'interno dell'ospedale pediatrico Kantha Bopha in Siem Reap, uno degli ospedali completamente gratuiti nati grazie a lui nel corso degli ultimi 25 anni di attività; al termine di ogni esibizione, è solito rivolgere un invito al pubblico in sala: "I giovani saccopelisti possono donare sangue, i vecchi benestanti possono dare soldi, e chi si trova a metà strada può fare entrambe le cose".
Detto così, tutto questo può forse sembrare molto poetico e naïf, ma i risultati parlano chiaro: negli ultimi 24 anni l'ospedale Kantha Bopha ha trattato 14.837.155 pazienti esterni, 1.516.471 ricoverati, e ha eseguito 1.390.323 controlli in gravidanza; attualmente, ogni giorno si eseguono 75 interventi chirurgici, 3000 visite mediche, 400 ricoveri, 600 controlli di gravidanza e si registrano 70 nascite. Ogni giorno.
In un ospedale che, è bene ricordarlo, offre tutto ciò gratuitamente.
Se si vuol parlare di "Aiutiamoli a casa loro", credo che questo sia il modo giusto di farlo.

Per donazioni:
IBAN: CH60 0070 0111 3000 4581 4

Per approfondire:
Dr Beat "Beatocello" Richner - sito ufficiale
Kantha Bopha - A never ending quest for donation - Schweizer Illustrierte (in inglese)

domenica 16 luglio 2017

Latitante... a ragione

Ciao a tutti!

Volevo rassicurarvi: ci sono ancora - nel senso che esisto - e non sono stata rapita dagli alieni né espatriata. Sono, molto più banalmente, solo molto, molto indaffarata.

Il lavoro a Milano procede e, con esso, la mia vita da pendolare che non mi lascia molto tempo a disposizione.
Prosegue anche la collaborazione, iniziata quasi per caso (scrivo "quasi" perché chi di voi mi segue da più tempo sa come io sia convinta del fatto che il caso non esista), con l'autrice Lucrezia Monti che, dopo il suo libro d'esordio "Come lampo", mi ha chiesto consulenza anche per il romanzo "Vendetta sottobanco" e per altri lavori dei quali al momento non mi è consentito parlare. Il fatto, però, che "Come lampo" venga venduto pure in Germania credo possa dare una visione d'insieme del fenomeno...

A questo, naturalmente, vanno sommati gli allenamenti ed il tempo da dedicare a faccenducole come preparare i pasti, pulire la casa, gestire un minimo di vita di relazione.
E così il tempo da dedicare al web in generale ed al blog in particolare è davvero molto poco. Mi dispiace e me ne scuso.
Sono sincera.
E' vero che mi dispiace.
Perché amo visceralmente scrivere ed il blog ha rappresentato, fin dalla sua nascita, la possibilità per me di poter dare libero sfogo a questa mia passione, con il valore aggiunto di un confronto con i miei lettori, che spesso interagivano lasciando commenti e messaggi a quanto pubblicavo.
Ora, lo so, avrò perso molti di voi, fagocitati come me dagli impegni della vita o semplicemente migrati verso blog che vengono aggiornati con maggior frequenza. 
Mi dispiace, lo ripeto.
A chi è rimasto, dico grazie, rinnovando la promessa che cercherò di essere più presente e costante nelle mie pubblicazioni e negli aggiornamenti. 
E, sull'onda dell'emozione, vi mando anche un abbraccio.
A presto!

sabato 27 maggio 2017

Ci sono ancora e... aggiornamenti!

Ok, confesso: aggiornare il blog non rientra nelle mie priorità, in questo periodo.
Scusate per il prolungato abbandono.
Comunque sono molto, molto fiera dei miei piccoli allievi: Gaetano, miglior allievo per il settore "Mente"; Sofia, miglior allieva per il settore "Corpo" e tutti, ma proprio tutti i miei piccoli "Guerrieri Dragone" che hanno superato gli esami di T'ienshu per l'anno scolastico 2016/2017.
Bravissimi!
Ci vediamo martedì per la prossima lezione!
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