martedì 23 agosto 2016

Ristorante pizzeria La Terrazza di Dante

Al ristorante pizzeria La Terrazza di Dante, nel cuore di Santa Teresa di Gallura, il cliente viene accolto in un ambiente piacevolissimo, non soltanto per merito della terrazza affacciata sulla magnificenza della Costa Smeralda, ma anche - se non soprattutto - grazie alla titolare ed ai suoi figli. 

Giunti alla quinta generazione di ristoratori, i titolari mettono il cliente a proprio agio miscelando alla perfezione cortesia e professionalità, e, anche grazie alla collaborazione dell'ottimo personale di sala, lo fanno sentire coccolato ma senza ruffianeria, al centro di quello che da semplice pasto diviene un evento.

Le pietanze, semplici ed al contempo estremamente curate nella preparazione e nella presentazione, sono il perfetto coronamento di un'esperienza da ricordare. Qui si può gustare una perfetta pizza napoletana, cotta nel forno a legna, che non ha niente da invidiare a quelle preparate all'ombra del Vesuvio.
Assolutamente raccomandate la focaccia alla bottarga, la pizza margherita e la sublime pastiera, così come pure il meraviglioso babbà.
E' anche per merito di questo ristorante se le nostre vacanze sono state così memorabili.

lunedì 22 agosto 2016

Bambini e T'ienshu

I "piccoli" si muovono in un mondo diverso da quello dei "grandi", in cui la geografia non è ancora fatta di nord e sud e neppure, spesso, di destra e sinistra, nel quale il tempo è un concetto astratto e capita non di rado di sentire pronunciare frasi come "Facciamo che andavo al mare".
Il mondo dei "piccoli" (soprattutto prima che inizino ad andare alla scuola elementare, che nonostante le varie riforme continuo a chiamare così per facilità di comprensione) è fatto di realtà sconosciute e del tutto nuove, alle quali i bambini si avvicinano, da un lato, osservando ed imitando ciò che fanno i "grandi" e, dall'altro, sperimentando attraverso il gioco: il fantastico è, per loro, non meno importante del concreto e sovente queste due dimensioni per noi tanto distanti per loro divengono tutt'uno, così che può capitare, giocando insieme a loro, di apparecchiare la tavola per dare da mangiare alla zia di Verona, alla bambola preferita e ad una principessa del tutto immaginaria convenute insieme, o di guidare un camion, fatto con uno scatolone, attraverso le onde del mare.

In questo mondo del tutto speciale, i bambini hanno anche una conoscenza sommaria del proprio corpo: sanno di avere una faccia, un naso ed una bocca, ad esempio, così come pure di avere due gambe e due braccia, ma provate a chiedere loro di piegare le ginocchia o di ruotare le spalle e vi troverete puntati addosso paia di occhi stupiti come se aveste pronunciato una formula magica.
Come fare, allora, per far sì che i bambini apprendano le posizioni base del T'ienshu ed eseguano i movimenti in modo corretto? Entrando, in punta di piedi, in quello che è il loro mondo. Muovendosi nel loro spazio e nel loro tempo, in quel fluido tutto presente nel quale fantasia e concretezza si fondono.

Così le mie lezioni si affollano di esploratori che devono avanzare faticosamente tra le sabbie mobili, di bambini-albero che devono avere piedi saldi come radici e gambe forti come tronchi, di cacciatori che devono acciuffare le code delle scimmie e di scimmie che devono essere leste a scappare, di ranocchie che devono spiccare alti salti, di leopardi che avanzano appiattiti a terra tendendo agguati, di coccodrilli pronti a mangiarsi chi cade fuori dal tappeto...
D'altro canto, provvedo pure a fornire loro il mio esempio di "grande" da seguire, mostrando posizioni ed esercizi e stimolandoli a fare come me.
Così la dimensione del gioco e quella imitativa vengono entrambe esplorate nel corso delle lezioni di T'ienshu, consentendo ai miei piccoli allievi di apprendere divertendosi e "giocando a fare i grandi".

sabato 20 agosto 2016

Vacanze in punta di piedi

L'alba sorge dietro la Corsica, vista dal giardino della
nostra stanza.
Poche, ma buone. 

Così sono state, quest'anno, le mie vacanze.
Anzi: ottime.
Giornate trascorse in un luogo da sogno, dove la natura è di una bellezza sconvolgente, in cui le giornate cominciavano con la vista del sole che faceva capolino al di là del mare, alle spalle della Corsica, per proseguire poi tra le coccole di un resort in cui non mancava proprio nulla.

Giornate scandite da colazioni luculliane (sapete bene come la pensi la sottoscritta circa il ben-essere ed alimentazione salutare...) e proseguite poi in spiaggia, rilassandosi sulla sdraio con un buon libro o dedicandosi agli esercizi di risveglio muscolare (grazie Marco!) tanto per non perdere del tutto le sane abitudini.

Non mi sono fatta mancare neppure un allenamento "vero": che volete farci, sono i privilegi dell'essere sposata con un Maestro di arti marziali... 

Se in passato avevo vissuto delle vacanze presenti, quelle appena trascorse credo di poterle definire vacanze in punta di piedi. In questi giorni ho fatto tutto ciò che desideravo, ma con un atteggiamento di pieno rispetto e di grande gratitudine per tutto ciò che mi circondava. Rispetto e gratitudine per la natura, splendida ovunque volgessi lo sguardo, naturalmente; rispetto e gratitudine per tutte le persone che, con la loro fatica ed il loro lavoro, hanno fatto sì che vivessi qualcosa di molto simile ad un sogno; rispetto e gratitudine per il bagaglio di meraviglie che ogni giorno recava con sé e che non a caso ho scelto e voluto accogliere fin dall'alba, inserendomi non come un predone all'assalto, ma come un piccolo tassello del tutto, in punta di piedi, senza clamore, assaporando ogni istante.

martedì 16 agosto 2016

Matt Damon, arti marziali e film

Le arti marziali non sono "roba da film" e, allo stesso modo, ciò che si vede nei film non è reale. Questo avvertimento, che potrebbe sembrare ovvio ai più, viene dato dall'attore Matt Damon, più volte interprete della super spia Jason Bourne.
Ora che il quinto capitolo della saga sta per fare il suo esordio nelle sale cinematografiche, Matt Damon ha realizzato un simpatico video nel quale spiega "come vincere una rissa da bar", sottolineando però come, nei film, le scene di lotta siano estremamente coreografate e più simili ad una danza che non ad un reale scontro fisico: sia aggredito che aggressore sanno esattamente cosa avverrà ed ogni movimento è curato in ogni dettaglio. Ovviamente, nella realtà non è così e solo la pratica seria e costante di una disciplina marziale può offrire qualche possibilità di successo in caso di scontro.
Sul set tutto è falso: falso il bar, falso il drink, false anche le bottiglie, che vengono rotte ed utilizzate come armi nel corso di questi "pericolosissimi" corpo a corpo.
Nell'attesa di poter assistere alle nuove prodezze di Bourne, ecco il video di Damon.

venerdì 12 agosto 2016

Ex assessore neutralizza rapinatore

Minimizza l'accaduto, asserendo di non aver fatto "nulla di eroico, solo uno spiacevole incontro", ma l'ex assessore allo Sport di Cantù, in provincia di Como, è balzato agli onori della cronaca per aver neutralizzato un rapinatore.
Giorgio Quintavalle, 44 anni ed un passato da praticante di Kung Fu, si trovava ad Ostia in pineta a fare jogging, la sera del 7 luglio, quando un malintenzionato ha cercato di sottrargli l'orologio, arrivando anche a tentare di colpirlo con un bastone. L'uomo, però, forte della sua preparazione marziale, ha prima bloccato il braccio armato ed ha rapidamente reagito sferrando un pugno ed un calcio all'aggressore, neutralizzandolo. 
La vicenda, accennata dallo stesso Quintavalle sul proprio profilo facebook, è stata ripresa dal quotidiano locale "La Provincia" di Como.

mercoledì 10 agosto 2016

Pasta fredda d'estate

E' estate.

Fa caldo.
E' normale: in estate fa caldo.
Ma in questa zona della Lombardia la parola "caldo" assume un significato del tutto particolare.
Qui, nel piattume lontano dai monti della Valtellina, dalle Grigne e dal Resegone, a chilometri di distanza dal Lago di Como e da quello di Varese, dal Lago di Garda, dal Lago Maggiore e dall'Iseo, qui, dicevo, il caldo non è legato soltanto alla temperatura segnata dal termometro.
Qui, signore e signori, si ha a che fare con una percentuale d'umidità capace di far impallidire quella della foresta pluviale.
Qui, si respira e si suda. Ci si alza dal letto già appiccicaticci. Ci si trascina boccheggianti sotto il solleone (che, spesso, non è neppure al centro di un cielo terso, ma dardeggia furente tra smog ed afa).
Uno schifo! 
In questa stagione e con cotali temperature, non stupisce che la sottoscritta si inventi la qualunque pur di stare alla larga dai fornelli.
E allora ecco la pasta fredda al volo.
Ingredienti:
  • pasta del formato che più vi aggrada (io di solito uso penne, mezze penne, eliche o fusilli, formati cui il sugo possa "avvinghiarsi" per bene)
  • 1 pomodoro a porzione
  • olio e.v.o.
  • sale fino (facoltativo)
  • origano
  • capperi (facoltativi)
  • olive (facoltative)
Mentre l'acqua bolle e la pasta cuoce, si lavano e tagliano i pomodori, sminuzzandoli poi grossolanamente con la mezzaluna. In una ciotola si preparano olio d'oliva, sale fino, origano sminuzzato; si aggiungono i pezzetti di pomodoro, i capperi, le olive tagliate a rondelle e si mescola bene il tutto.
Si scola la pasta, si condisce e... basta, si mangia! 


venerdì 5 agosto 2016

Lo sport come antidoto alla depressione. E non solo

Fisici tonici, muscoli guizzanti: quando si pensa allo sport, alla nostra mente si affacciano le immagini dei corpi scolpiti dagli allenamenti dei campioni. Eppure l'attività fisica fa bene anche molto più in profondità.
I primi studi scientifici che dimostrano gli esiti positivi che l'attività fisica ha nel contrastare la depressione risalgono agli anni '70: gli effetti del miglioramento dell'umore, già riscontrabili dopo una seduta di allenamento in soggetti a lungo sedentari, sono più evidenti e persistenti con una pratica sportiva di lunga durata. Facendo sport ci si concentra sull'esercizio, svagandosi ed evadendo dai propri problemi, inoltre la possibilità di praticare in gruppo, di fare parte di un gruppo accettante che condivide un nostro stesso interesse, contribuisce ad allontanare ansie e preoccupazioni.
"Dagli studi condotti - asserisce la psicologa e psicoterapeuta Giulia Massucco - sembra che specifici trainings di allenamento contribuiscano a migliorare sia l'ansia di stato che di tratto in misura addirittura paragonabile alla psicoterapia; tre o quattro mesi di pratica sarebbero in grado di contrastare l'ansia. I meccanismi psicologici che potrebbero essere alla base di questo effetto sembrano essere l'effetto distraente dell'attività praticata, gli effetti del miglioramento dell'autostima, della percezione del sé fisico, della padronanza di sé: tutti questi effetti benefici agirebbero riducendo i pensieri ricorsivi e negativi, fonte degli stati ansiosi". 

E dei benefici effetti della pratica sportiva sull'umore si sono da tempo accorti anche i medici britannici, tanto che, secondo uno studio effettuato dalla Mental Health Foundation, i medici che oggi prescrivono ai propri pazienti di fare sport per superare forme lievi o moderate di depressione sono il 35% contro il 5% rilevato da uno studio analogo condotto nel 2000. Nello stesso anno, solo il 41% dei medici di famiglia riteneva che l'esercizio fisico fosse efficace contro la depressione, nel 2013 si era già saliti al 71%. A convincerli  è stata soprattutto una revisione sistematica di 39 studi condotti dal Centre for Clinical Britain Sciences dell'Università di Edimburgo che ha analizzato l'effetto di una regolare attività fisica su oltre 2300 volontari affetti da questa patologia: da qui e dai risultati ottenuti, la nascita di diversi programmi sportivi, organizzati dalla stessa Mental Health Foundation ed in larga misura finanziati dal Dipartimento della Salute britannico.
I programmi, disponibili in diverse località della Gran Bretagna, possono venir prescritti dai medici come fossero pillole o sciroppi ed i pazienti trovano, oltre ad una eventuale cura farmaceutica, un personal trainer che indica loro il tipo di allenamento ottimale.

Recentemente, uno studio ha messo in evidenza come la regolare pratica dell'attività fisica possa potenziare i benefici della chemioterapia nella cura del tumore al seno, contribuendo a migliorare l'umore delle pazienti oltre che il loro indice di massa corporea. La ricerca, effettuata dalla Fondazione Pascale di Napoli in collaborazione con la Temple University di Philadelphia, ha evidenziato una correlazione tra indice di massa corporea e reazione alla chemioterapia in giovani donne prima dell'intervento chirurgico.
"L'attività fisica - ha dichiarato il professor Michelino De Laurentiis, direttore della Divisione di Oncologia Medica Seonologica della Fondazione Pascale - è uno strumento tra i più efficaci e con funzionalità terapeutiche nel trattamento del tumore al seno.
Una metanalisi, cioè un riesame di una serie di studi sull'argomento che ha coinvolto circa 120 mila donne, ha dimostrato che la pratica costante di un'attività fisica, pari ad almeno due volte a settimana, riduce il rischio di recidiva e/o di mortalità, con un'efficacia paragonabile all'azione di una chemio, di una ormonoterapia o anche di una terapia con i più recenti farmaci biologici.
I benefici dell'attività fisica sono significativi anche per lo stato psicologico - ha sottolineato il medico - con una diminuzione degli episodi depressivi, ma soprattutto per la conservazione, se non il miglioramento, delle capacità cognitive. E' noto infatti che alcuni trattamenti, come la chemioterapia o la terapia ormonale, in un limitato numero di donne possono impattare sull'attenzione, sulla memoria e sulla capacità d'espressione. Diversi studi dimostrano che l'attività fisica svolge un'azione positiva su determinate aree del cervello, in particolare sull'ippocampo, preposto a queste funzionalità cognitive, sviluppandone le potenzialità e favorendo l'incremento delle dimensioni dell'area stessa".
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